La Nostra missione

IL MINISTERO

dalle nostre Costituzioni n° 66 - 85

 

  • Il ministero, che costituisce il fine apostolico specifico del nostro Istituto e che professiamo con voto, consiste nell'esercizio delle opere di misericordia spirituali e corporali verso gli infermi negli ospedali - «paradiso in terra» (LT 71) - e in qualsiasi altro luogo, anche con rischio della vita, ritenendo «gran guadagno morire per il Crocifisso Cristo Gesù Signore nostro» (Scr 97-98).

 

  • Il nostro Istituto ha per scopo il servizio completo del malato nella globalità del suo essere. Alla sua persona prestiamo tutte le nostre cure secondo le sue necessità e le nostre capacità e competenze. Ci disponiamo pertanto ad assumere il nostro servizio nel mondo della salute, per l'edificazione del regno di Dio e la promozione dell'uomo.

 

  • Seguendo l'esempio di san Camillo e dei Fondatori, ognuna di noi si impegna nel ministero verso gli infermi «con ogni diligenza e carità, con quell'affetto che suoI una amorevol Madre al suo unico figliuolo infermo, secondo che lo Spirito Santo ... insegnerà» (Scr 67; 69).

 

  • Abbiamo presenti le illuminanti parole del padre Luigi Tezza: «Disposte per la carità. a fare sempre qualunque più doloroso sacrificio, siatemi in questo sempre più generose» (LT 75-76).

 

  • Promuovendo la salute, curando le malattie e lenendo il dolore noi cooperiamo all'opera di Dio Creatore, glorifichiamo Dio nel corpo umano ed esprimiamo la fede nella risurrezione. Per dare sollievo e conforto agli infermi, prestiamo attenzione alle loro condizioni psicologiche e ai loro problemi familiari e sociali.

 

  • Accompagniamo i malati e i loro familiari e li aiutiamo ad assumere le proprie responsabilità di fronte alla malattia e a saper convivere con essa, qualora comporti una inabilità permanente. Stimolando il senso della loro dignità personale li invitiamo a superare atteggiamenti di passività e di dipendenza dagli altri, coinvolgendoli nel processo della terapia e favorendo il loro inserimento nella vita sociale."

 

  • L'impegno dell'assistenza spirituale agli infermi ci spinge a far sì che, attraverso la preghiera e la pratica dei sacramenti, viva e si accresca in loro la grazia battesimale ed essi raggiungano la santità alla quale sono chiamati.

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  • Alla luce del Vangelo e nei modi adatti ai nostri tempi, aiutiamo i malati a trovare una risposta ai persistenti interrogativi sul senso della vita presente e futura e la loro mutua relazione, sul significato del dolore, del male e della morte. Siamo loro vicine specialmente nei momenti di oscurità e vulnerabilità, così da diventare noi stesse segno di speranza. Nella nostra preghiera abbiamo presenti i bisogni degli infermi, offrendo a Dio le loro sofferenze e le loro attese."

 

  • Nel nostro ministero di evangelizzazione cerchiamo di avviare un colloquio di salvezza, umano, fraterno, aperto a tutti e rispondente alle esigenze e alle disposizioni dei malati. Questo colloquio, condotto con chiarezza, prudenza e bontà d'animo, tiene conto delle indicazioni della psicologia e del contesto culturale e religioso.

 

  • Sosteniamo nella fede gli infermi cronici perché sappiano affrontare con perseveranza le loro limitazioni, rendere fecondo il tempo della sofferenza per il rinnovamento e la crescita della loro vita cristiana, "esercitare, da soli o uniti ad altri, l'apostolato proprio degli infermi. La cura spirituale ad essi dedicata tende specialmente a rendere fecondo, per la salvezza del mondo, il mistero della Redenzione, al quale partecipano quanti sono uniti alla passione di Cristo."

 

  • In collaborazione col sacerdote assistiamo con materna sollecitudine i malati in fase terminale e i moribondi, adoperando ci perché essi, consapevoli del mistero pasquale, si affidino nelle mani del Padre «nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo », «il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso» (Tt 2, 13; F il 3, 21). Promuoviamo nella comunità cristiana l'apostolato dell' assistenza verso questi ammalati. Raccomandiamo al Signore, in particolare, coloro che sono colpiti da morte violenta e improvvisa.

 

  • Unendoci alla volontà salvifica di Dio che si estende a tutti gli uomini, offriamo ai malati di confessione religiosa diversa o non credenti l'aiuto e la testimonianza della carità.

 

  • Il nostro Istituto dedica di preferenza le proprie attività agli infermi più poveri e abbandonati, ed è sollecito nel rispondere ai loro bisogni nelle nazioni in via di sviluppo e nelle terre di missione.

 

  • Nell'esercizio del ministero rivolgiamo la nostra attenzione umana e spirituale anche ai familiari dei malati, condividendone le ansie e sostenendoli con la nostra solidarietà.

 

  • Nei luoghi di cura siamo fermento di unione tra le varie categorie degli operatori sanitari; per quanto ci è possibile, promuoviamo e collaboriamo all'animazione cristiana degli stessi.

 

  • Il nostro Istituto collabora con le istituzioni ecclesiastiche e civili impegnate nell'assistenza dei malati e dei poveri, e si adopera per animare il maggior numero possibile di laici all'amore e al servizio degli infermi.

 

  • Cooperiamo affinché l'uomo venga posto al centro dell'attenzione nel mondo della salute. Contribuiamo perché la società promuova l'umanizzazione delle strutture e dei servizi sanitari e garantisca, nel migliore dei modi, i diritti del malato e il rispetto della sua dignità personale.

  • La Chiesa è missionaria e l'evangelizzazione è dovere di tutto il popolo di Dio. Il nostro Istituto, fedele al mandato del Signore di curare i malati e di predicare il Vangelo, assume la sua parte e si inserisce con il proprio carisma nella varietà delle attività missionarie.

  • Inseriamo le nostre attività in quelle della Chiesa universale e delle Chiese particolari. Pertanto, nell'esercizio del nostro ministero ci atteniamo alle direttive dell'Ordinario del luogo, a norma del diritto comune, e favoriamo il coordinamento e la collaborazione con altri Istituti religiosi, con il clero diocesano, con i laici e le associazioni di apostolato.

  • Per rispondere adeguatamente al dono ricevuto da Dio, la Congregazione ricerca in ogni tempo e luogo la fedeltà al carisma e il rinnovamento del ministero, in sintonia con lo spirito dei Fondatori e le istanze della inculturazione."Promuoviamo perciò a tale scopo la riflessione, il discernimento e la cooperazione a livello a di comunità, di Province e d'Istituto".

  • Le sorelle che per un particolare ufficio, per età o per mancanza di salute, non possono esercitare il ministero verso gli infermi, essendo membra di un solo corpo in cui ciascuna adempie la propria funzione, partecipano allo stesso carisma e tendono all'unico fine impegnandosi realizzarlo generosamente nel servizio alla comunità, con la preghiera, il sacrificio, la bontà e la testimonianza della vita.

  • Fiduciose di conseguire un giorno l'oggetto della nostra speranza, abbiamo presenti, specie nelle fatiche e difficoltà del ministero le parole di Cristo Gesù: «Venite, benedetti del Padre mio: ero malato e mi avete visitato» (Mt 25, 34-36) e le beatitudini del santo padre Camillo: « O felici i Ministri degli Infermi, se bene spenderanno il talento che il Signore ne ha dato nel lavorare in questa sua santa vigna con santa e buona vita e con sì ardente carità e mi i verso i membri di Cristo» (Scr 332).