Biografia

padre luigi tezza

Il Beato Luigi Tezza, nacque in Conegliano Veneto, diocesi Vittorio Veneto e provincia di Treviso, il 1° novembre 1841 da Augusto, medico apprezzato anche per la sua sensibilità sociale, e da Caterina Nedwiedt, donna nobile e di grande pietà; fu battezzato nella Chiesa Parrocchiale dei Santi Martino e Rosa il 6 novembre dello stesso anno e fu chiamato Luigi Carlo Alessandro

Rimasto orfano di padre all’età di 9 anni si trasferì con la madre a Padova per il proseguimento degli studi umanistici.

In questa città conobbe i Religiosi Camilliani e il 29 ottobre 1856 entrò come postulante nell’Ordine dei Ministri degli Infermi, a Verona. 
La madre tornata a Padova, dopo aver ceduto i suoi beni ai poveri entrò nel Monastero della Visitazione di S. Maria dove morì nel 1880 in concetto di santità. 

Il giovane Luigi,  accolto e guidato da Padre Luigi Artini (1808-1872), sacerdote e formatore autorevole, emise la prima professione dei voti religiosi l’8 dicembre 1858. 

 

Fin da giovanissimo fu stimato per la sua maturità umana e spirituale, e si distinse per la sua pietà, per il desiderio di apprendere le vie dello spirito, per la spontaneità con cui accettava il rigore della disciplina, per lo spirito di obbedienza al volere divino, per la diligenza che dimostrava nello svolgimento dei suoi doveri, tale da essere  già considerato giovane “eminentissimo”. 
Fu ordinato sacerdote il 21 maggio 1864 dal vescovo di Verona. 

 

Nel 1867 ci fu  per il Tezza la possibilità di assecondare un desiderio che coltivava da dieci anni: partire per una missione in Africa, seguendo il progetto di San Daniele Comboni e del Vescovo di Verona, Marchese di Canossa al quale la Santa Sede aveva conferito facoltà speciali sui religiosi dispersi dalla legge di soppressione; ma vi rinunziò per amore all’obbedienza e per restare fedele alla sua vocazione; i suoi legittimi Superiori, infatti, non ritenevano maturi i tempi per inviare giovani religiosi in paesi di missione.

 

Il 4 febbraio 1869, fu chiamato a Roma e nominato vice-maestro dei novizi con dispensa sul difetto d’età. Il 10 agosto 1871 fu inviato in Francia, a Cuisery, in qualità di Maestro dei novizi della neocostituita provincia religiosa camilliana. In Francia coprì successivamente uffici di responsabilità: Superiore di varie case religiose, Maestro dei novizi a più riprese, fondatore della casa religiosa in Lilla, Vice Provinciale e poi nominato Superiore Provinciale il 30 aprile 1885.

 

Il 18 settembre 1889, il Capitolo dell’Ordine  lo elesse Consultore,  Procuratore e Vicario generale e per tale motivo ritornò a Roma.

In questa città il 17 dicembre 1891 incontrò la Beata Giuseppina Vannini: con lei poté realizzare la missione alla quale si sentiva ispirato da tempo e che fu la sua opera maggiore: la fondazione della Congregazione “Figlie di San Camillo”, che sarà approvata dalla Santa Sede nel 1931

 

Mentre l’Istituto rapidamente si sviluppava, si addensarono attorno al Tezza  insinuazioni malevoli, “ciarle” - come le definì il suo confratello P. Gioacchino Ferrini - con deduzioni nei riguardi delle Figlie di S. Camillo: fu esortato a procedere per via legale per la difesa ma egli rifiutò eroicamente mettendo nelle mani di Dio la situazione; preferì accettare l’umiliazione e le sue conseguenze, cioè l’allontanamento dalle sue figlie spirituali.

 

Il P. Luigi Tezza  il 17 maggio 1898 rientrò in Francia come Superiore della casa di Lilla.  


Il 3 maggio 1900 ricevette l’ordine di partire per il Perù con il compito di ricondurre alla disciplina religiosa la comunità camilliana staccatasi dall’Ordine nel 1832 e bisognosa quindi di una riforma. 

Doveva fermarsi solo qualche mese, ma fu trattenuto perché la sua presenza fu ritenuta indispensabile, sia  per i confratelli che per il bene stesso della città. Il Tezza chinò ancora il capo e si affidò alla Provvidenza.  E a Lima per 23 anni egli profuse tesori di carità e di amor di Dio. Svolse infatti un apostolato intenso: oltre ad adoperarsi per la riforma interna, si dedicò all’assistenza dei malati specialmente poveri e bisognosi sia nelle case private,  negli ospedali e nelle carceri, fu confessore e direttore spirituale nel seminario dell’Archidiocesi e di diverse Congregazioni religiose, aiutò la Venerabile Teresa Candamo per l’approvazione della Congregazione delle Canonichesse della Croce presso le autorità competenti, fu chiamato ad essere Consultore nell’Assemblea Episcopale di Lima, ed il Delegato Apostolico Mons. Pietro Gasparri, futuro Segretario di Stato, lo aveva come suo consigliere ed era noto che gli stessi  Nunzi apostolici che gli succedettero e le persone più autorevoli si avvalevano di lui come padre spirituale
 

 

La sua azione discreta ma continua, intelligente, carica di amore e di compassione, accompagnata da autorevolezza, da dolcezza e pazienza finì per farne un personaggio conosciuto e amato fino ad essere chiamato ancora in vita “l'apostolo di Lima”.

 

Nel 1920 la salute del P. Tezza cominciò a declinare a causa di una arteriosclerosi avanzata, che lo costrinse a diminuire il suo apostolato. Nel 1923 le sue condizioni si aggravarono: con la consueta fortezza d’animo accettò la sua condizione e serenamente si preparò alla morte: trascorreva lunghe ore in preghiera edificando, con la sua pazienza e affabilità, quanti gli stavano vicino. Si spense serenamente  il 26 settembre 1923, dopo aver ricevuto i Santi Sacramenti.

 

Ritenuto il “sacerdote più santo  della diocesi di Lima” - secondo le parole del Card. Lauri - tanto da venir chiamato il santo di Lima, alla morte i fedeli di Lima diffusero un’immagine-ricordo significativa, che rivela in sintesi i tratti della sua santità:

 

“Alla veneranda memoria del M.R.P. Luigi Tezza dell’Ordine di San Camillo.

Fu ricercato come padre e venerato come santo.

Egli non è più, ma dalla sua tomba continua ad ammaestrarci.

La sua figura e il suo comportamento furono quelli di un angelo;

la sua parola di un ministro del vangelo;

il suo cuore uno scrigno di nobilissimi affetti;

la sua missione sempre salvifica.

Passò in mezzo a noi come una visione celeste,

sempre buono e umile, sempre caritatevole.

La fede era il principio delle sue opere

e la bontà lo decorò come un manto e un diadema”.

Il Padre Luigi Tezza è stato beatificato il 04 novembre 2001 da San Giovanni Paolo II.